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1 - SOLIDALE

Solidale coi popoli, movimenti, associazioni che lottano per combattere il livello di indigenza raggiunto dai due terzi dei paesi del mondo, per ristabilire la forma di autodeterminazione e di possibilità di decisione autonoma per il proprio futuro, senza né ingerenze straniere, né guerre indotte per fini politico-economici. Solidarizziamo con le minoranze etniche (che spesso sono numericamente maggiori) che lottano per una propria autodeterminazione, come il popolo del Saharawi, gli indigeni del Guatemala o del Chiapas in Messico, gli indiani nordamericani, le popolazioni autoctone della cordigliera delle Ande, con gli indigeni Yanomani che oramai sono stati quasi completamente sterminati per rubare loro appezzamenti di foresta amazzonica, utile per cercare oro, per il pascolo delle mucche della MacDonald, con gli indigeni Mapuche del Cile, barbaramente perseguitati dalla dittatura di Pinochet, con gli indigeni Miskito del Nicaragua, usati come carne da macello dalla "Contra", e spesso vittima degli stessi Sandinisti, col popolo indonesiano. barbaramente sfruttato, con il continente africano ormai diventato teatro di guerre e fornitore di materie prime e discarica di rifiuti tossici dei paesi ricchi.

2 - ANTIMPERIALISTA

Siamo contrari al fatto che i paesi del nord del mondo, decidano per quelli del sud, sia per ciò che riguarda i piani economici, che per le politiche sociali. I paesi ricchi impongono, per esempio, in agricoltura, il sistema della monocoltura del caff_, delle arachidi, dello zucchero ecc.), e nell'industria creano le condizioni per una delocazione delle proprie fabbriche, (Fiat, Volkswagen, IBM, sono un esempio) l dove non ci sono diritti sindacali ne leggi ecologiche ecc. da rispettare. Con la complicità del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale (ovvero gli esecutori dei sette paesi più industrializzati, di cui l'Italia fa parte, i "G7" ) impongono i cosiddetti "piani di aggiustamento strutturale", cioè la privatizzazione delle telecomunicazioni, della salute, della educazione a favore delle grandi multinazionali, oltre ai tagli a quelle forme di assistenza, come alle pensioni, ai malati cronici, agli handicappati.

I fautori di tale politica arrivano là dove la massa è indifferenziata, e cercano di dividerla neri e bianchi; analfabeti a alfabetizzati; ricchi e poveri, atei e cristiani, mussulmani e ebrei, cattolici e protestanti, in una divisione che non è dialettica e che comporta un arricchimento culturale dato dalla differenza e dallo scambio, ma che è portatrice di un antagonismo esasperato fomentato dagli stessi media (Hutu e Tutsi in Ruanda, Burundi e Zaire sono un esempio oltre a quello tra Serbia e Croazia e Bosnia). Lo scopo è quello di dividere le persone fino ad ottenere l'individuo come centro della società, l'individuo come "homo, homini lupus", il quale non collabora con gli altri né coopera, ma pensa ad un interesse strettamente personale. La caratteristica predominante di tale società, oltre all'isolamento e alla paura, è l'egoismo, il peccato più grande per un essere umano.

3 - ANTIMILITARISTA

Le spese militari, in ogni paese, sono andate sempre aumentando, al contrario delle spese destinate all'ambito sociale. Poiché la le spese per la "difesa" sono giustificate da un senso di "protezione" e "amore" verso i propri concittadini, risulta contraddittorio che vengano decurtate spese direttamente destinate alla popolazione, per incrementare quelle destinate a causare morte e distruzione.

Non è che la messa in pratica della politica della difesa, per difendere l'economia, naturalmente la propria, che inevitabilmente causerà danno e sfruttamento ad altri paesi, provocando disordini sociali, oltre a vere e proprie ondate di emigrazione da un paese reso invivibile da questo perverso processo.

4 - ANTIRAZZISTA

Siamo contrari ad ogni forma di discriminazione, sia di carattere etnico, sociale, religioso, politico. Spesso l'aspetto etnico non fa che nascondere quello economico, poiché, molte volte la discriminazione non avviene per colore della pelle o simili, quanto per classe sociale.

Pratichiamo la tolleranza, verso le persone portatrici di un senso morale e di buon senso.

5 - ECOLOGISTA - AMBIENTALISTA

Siamo favorevoli ad uno sviluppo economico ecocompatibile e sociosostenibile. L'incontro tenutosi a Rio de Janeiro nel 1992 sul problema dell'ecologia, ha affermato che la biodiversità non deve essere salvaguardata. Questo fatto non permetterà la crescita economica del terzo mondo (sarebbe inimmaginabile l'inquinamento emesso anche dal terzo mondo, quando il nostro pianeta mal sopporta quello del solo primo).

I governi del terzo mondo, loro malgrado e pensando agli immediati vantaggi, hanno accettato tale risoluzione, senza pensare all'eredità che lasceranno alle generazioni future, ovvero la preclusione ad ogni tipo di sviluppo. L'inquinamento e la deforestazione mettono in pericolo la biodiversità, come l'uomo quando pratica lo sfruttamento intensivo della terra e/o la monocoltura. La strategia internazionale di sfruttamento tende a privatizzare il patrimonio genetico del pianeta tramite il brevetto dei processi di modifica biotecnologica, non a caso il primo mondo vuole il liberismo sui patrimoni genetici e preserva e protegge la proprietà intellettuale dei brevetti e della biotecnologia. La tecnologia e l'uso intensivo della chimica hanno distrutto la capacità delle piante di resistere agli attacchi di malattie e insetti e la sostituzione delle varietà tradizionali con quelle "create", ha fatto sparire le prime, privando cos le imprese delle materie prime necessarie al miglioramento vegetale.

Lo scambio proposto dal nord a Rio de Janeiro nel 1992 e accettato da molti paesi del sud, non protegge la biodiversità in quanto una volta brevettati i processi biotecnologici, il sud dovrà pagare per recuperare una parte della ricchezza venduta come base genetica, costretto a comprare le sementa da coloro ai quali aveva venduto il materiale genetico necessario alla realizzazione.

Il problema è che in molti paesi del terzo mondo il cibo costa meno se acquistato sul mercato mondiale drogato dall'assistenzialismo, inibendo la produzione locale (vedi Nicaragua, con la vendita delle terre da parte dei contadini ai vecchi latifondisti, a causa del caro prezzo delle sementa e dei concimi, situazione resa ancor più dura dalla impossibilità di ottenere dei crediti ad un tasso di interesse accettabile), per cui il problema della diversità si lega al problema del possesso della terra e non solo. La monocoltura da esportazione, a discapito della diversificazione produttiva contrasta ogni tentativo di organizzazione autonoma o cooperativistico.

Siamo perciò contrari a ciò che è ecoimperialismo. Siamo per un "consumo moderato" e strettamente necessario: il consumismo esasperato non può che aggravare questo stato di cose.

6 - CONTRARIA ALLO SFRUTTAMENTO DELL'UOMO SULL'UOMO

La lotta è tra due ideologie opposte: quelli che vogliono vivere di sfruttamento, discriminando gli uomini secondo il colore della pelle, della religione, del denaro, e quelli che voglionoche tutti gli uomini siano uguali, con le stesse opportunità: casa, educazione, salute, alimentazione, assistenza per i bisognosi, diritti imprescindibili per l'uomo, che spesso non usufruisce nemmeno dei "diritti animali" (casa, alimentazione. sanità, ecc...) .

Il mondo profondamente antagonista in cui viviamo, diviso, arrogante, arrivista, qualunquista, rappresenta tendenze economiche, sociali e politiche ben determinate.

Perciò sosteniamo quel mercato basato sulla giustizia dei prezzi da pagare ai produttori, rafforzando le forme di cooperazione e l'autogestione, con un processo di produzione e consumo ecosostenibile, basato sul reinvestimento degli utili in loco, evitando fughe di capitali, in scuole, centri di assistenza sanitaria ecc. oltre nella creazione di nuovi posti di lavoro.

7 - IMPEGNATA PER LO SVILUPPO DI UNA COSCIENZA CRITICA, UMANA, SOLIDALE

Dobbiamo prendere coscienza, e con il nostro esempio, vivo e palpabile, dobbiamo comunicare, divulgare, contagiare con il nostro entusiasmo gli altri.

L'uomo che va avanti spinge gli altri a raggiungerlo, attira gli altri verso il suo livello molto di più di colui che da dietro spinge solo con la parola; il miglior insegnamento è mostrare, per via d'esempio, il cammino del compimento del dovere e della formazione. Il compito è al tempo stesso magnifico e angoscioso.

L'esempio, sia il buon esempio che quello cattivo, sono contagiosi noi vogliamo e dobbiamo contagiare con i buoni esempi, lavorando sulla coscienza della gente, dimostrando cosa siamo capaci di fare, e spingendo le persone a seguirci in questo difficibile cammino, per il trionfo della giustizia sociale.

8 - FAVOREVOLE ALLA CREAZIONE DELLA PACE

La pace si conquista a colpi di audacia, di coraggio, di incrollabile pertinacia, e cos si difende perché non è una cosa statica. Quanto più le persone unite sono coscienti, quanto più facilmente potranno mantenerla.

Il prezzo della pace non può superare i limiti della dignità, un popolo con la fame è un popolo senza pace ed è impossibile la ricerca della pace quando esiste la guerra della denutrizione, della sanità, di un minimo di condizioni umane per "vivere in pace"-

Pace, è una parola vuota se non viene associata a giustizia sociale.

Se è vero, come è vero, che "se la libertà di un individuo è in pericolo, lo è anche la libertà degli altri", non possiamo non tener conto che in due terzi del mondo non potrà esserci la pace, partendo dai presupposti attuali.

Pace non significa solo assenza di guerra, così come libertà non significa solamente l'esercizio elettorale ogni quattro o cinque anni, pace e libertà hanno significati ben più profondi e non possono essere ridotti a schemi cos riduttivi.

9 - FAVOREVOLE AL LAVORO VOLONTARIO

Il lavoro volontario ha una grande importanza poiché si riflette nella coscienza, stimola ed è esempio per gli altri.

Ogni forma di retribuzione per una prestazione data svilisce il senso morale dell'atto stesso di esistere per l'Associazione. Questo è anche una dimostrazione di amore verso il nostro prossimo, questo amore per l'umanità deve trasformarsi in atti concreti, in azioni che siano d'esempio e dalle quali non possiamo prescindere.

Il giorno in cui un gesto di solidarietà e d'amore verrà pagato con il denaro, allora quello stesso giorno la nostra Associazione non avrà più senso di esistere.

La solidarietà non si vende, la solidarietà si sente!

10 - INFORMATIVA E PERCIO' CONTROINFORMATIVA

Lo studio deve essere uno degli aspetti e uno dei compiti principale. Applicare la critica e l'autocritica, sempre però in senso costruttivo.

Quando ci saremo resi conto che individualmente significhiamo assai poco, e che le nozioni e le conoscenze di tutti, se correttamente applicate daranno frutti rapidi e sicuri, soprattutto quando prenderemo coscienza che ciò che sappiamo non è che una briciola di ciò che dovremo sapere collettivamente, allora saremo sul retto cammino.

La cultura pian piano cesserà di essere un dovere per diventare una necessità dell'uomo, per superare ogni giorno, anche di poco, le proprie conoscenze.

Alle armi ben affilate che un sottosviluppo impone ai nostri fratelli, opporremo la nostra forza, basata sulle coscienze e sulla determinazione, che sono portatrici di un senso morale e di rispetto.