Nicaragua Nicaraguita Onlus ITALIANOESPANOLENGLISH
Nicaragua Nicaraguita Onlus L'ASSOCIAZIONEATTIVITA'NEWSNICARAGUAGALLERY AREA RISERVATA

News: HAITI: TERREMOTO E INVASIONE

Tutti sanno della calamità che ha colpito Haiti, il paese più povero dell’America latina: un terremoto devastante che ad oggi ha causato la morte di oltre 200.000 (dico 200.000) esseri umani. Una cifra inimmaginabile: la nostra città rasa al suolo con tutti i suoi cittadini per venti volte. Il dramma di Haiti però non finisce nell’infinito dolore, disperazione e disgrazia che ha colpito la popolazione, ma si proietta verso il futuro, non proprio roseo, non solo per il dopo terremoto ma per un’altra grave sciagura. Bertolaso, sottosegretario alla protezione civile, ha criticato il modo d’intervento degli Stati uniti per il terremoto di Haiti, causando l’irritazione di Hillary Clinton. Perché? Il governo degli Stati uniti, con la scusa degli aiuti “umanitari”, ha inviato migliaia di militari professionisti di guerre di ogni tipo, i marines appunto, che immediatamente hanno occupato sia l’aeroporto internazionale, luogo di scarico di tutti gli aiuti, che il Palazzo presidenziale, esautorando di fatto il governo legittimo dal suo compito di gestire e amministrare il paese. Quello subito da Haiti è un colpo di mano che punta ad estromettere l'ONU e la missione dei circa tremila caschi blu sotto il comando del Brasile.

Fuori l'ONU, fuori il Brasile, in questa situazione disperata è facile reinstallarsi sul suolo di Haiti, come hanno fatto numerose volte nel passato, almeno fino stabilizzare con una definitiva repressione i movimenti sociali seguaci del presidente Aristide, anti-oligarchici, e poi mettere sul trono qualche nuova versione dittatoriale tipo Duvalier, caso mai versione “soft,” che faccia le loro veci. Un copione classico, per nulla originale, solo che questa volta c'è la pretesa di imporre al mondo di sottostare a una cosa inaccettabile: che consegnino i soccorsi raccolti ai militari USA. Il mondo invia soccorsi di ogni genere, gli USA investono 100 milioni di dollari per finanziare l'invasione prolungata. Il Pentagono sogna di ri-costruire un Protettorato con gli sforzi di molti Paesi e della società civile internazionale. Questa è la pretesa di Obama. Vorrei ricordare che i governi Francia e Brasile hanno pubblicamente dichiarato che quella degli Stati uniti è un’invasione e non un aiuto umanitario: un volo francese di aiuti medici è stato allontanato dall’aeroporto della capitale. Non è stato l’unico caso. Il Pentagono ha addirittura vietato lo sbarco di un aereo di Medici Senza Frontiere, carico di aiuti, costretto a dirottare nella vicina Repubblica Domenicana. Alcuni paesi del cono sud dell’America latina, Bolivia, Venezuela, Ecuador, ecc. hanno chiesto una riunione urgente dell’assemblea dell’Onu per discutere dell’invasione degli Stati uniti: dovrebbero mandare farmaci, carburante, ospedali da campo, e non certo fucili e marines.

“Si tratta di aiutare Haiti, non di occupare Haiti”, ha detto a muso duro il segretario francese alla Cooperazione, Alain Joyandet. Ma non finisce qui: è cronaca di questi giorni l’arresto di cittadini americani facenti parte di organizzazioni umanitarie alquanto discutibili, che avevano sequestrato bambini haitiani. Fortunatamente sono stati bloccati sul confine con la Repubblica Domenicana. Il destino di questi bambini era come minimo la “vendita” a famiglie che gli avrebbero adottati, ma appare più verosimile che sarebbero stati utilizzati per il traffico di organi, utilizzati come “pezzi di ricambio” e lasciati poi come “vuoto a perdere”. Ma non finisce qui: è sempre più palese che Washington ha mire, nemmeno tanto nascoste, sull’isola caraibica, la cui posizione, (vicino a Cuba), è strategica nello scacchiere geo-politico dell’area. Ma c’è dell’altro: Haiti rappresenta una sostanziosa fonte di guadagno per gli Stati Uniti, che si sono assunti l’impegno della ricostruzione dell’isola. Non è quindi una solidarietà disinteressata quella della diplomazia Usa e mentre questi stanno ricolonizzando Haiti a spese dei paese donatori e solidali, il resto del mondo invia aiuti alimentari, medicine, acqua potabile, vaccini, impianti di rimozione delle macerie ed ospedali da campo. Ogni dollaro raccolto dai cittadini, ogni soccorso radunato dalle ONG ed istituzioni di vario tipo saranno amministrati da Bill Clinton e George Bush, designati da Obama come plenipotenziari. Obama e il Pentagono hanno esautorato il residuale potere del governo locale di Preval, dopo una operazione militare che non è definibile correttamente in altro modo: una ignobile invasione, coperta dallo scudo umanitario. Haiti ha bisogno dell'annullamento del suo debito estero, dell'autodeterminazione e della cooperazione permanente, e non solo emergenziale ma soprattutto regionale. Nient’altro.