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NicaraguaLa popolazione, stanziata per il 60% nella regione occidentale e per il 55% nelle aree urbane, è di circa 4.265.000 abitanti, con una densità media di 35 unità per km2 (1993). Il paese è suddiviso in sei regioni e tre zone a statuto speciale. Managua (989.000 abitanti nel 1994) è la capitale e il maggior centro commerciale del paese. Altre città di rilievo sono León, Granada e Corinto. Il 69% dei nicaraguensi è costituito da meticci, provenienti da antiche unioni tra i colonizzatori e gli autoctoni. Si contano inoltre minoranze di bianchi (17%), neri e mulatti (9%) e indios, in prevalenza mosquitos (4%).

Al tempo della conquista spagnola il territorio del Nicaragua era scarsamente abitato da tribù appartenenti a diversi gruppi etnici, provenienti tanto da N, e affini ai Maya, quanto da S, dalla Colombia come i Chibcha, e stanziati, per le migliori condizioni climatiche e pedologiche, nella regione vulcanica; lungo la piana costiera del Mar delle Antille erano insediati esigui gruppi appartenenti a più primitive popolazioni caribiche, tra cui i Mosquitos.

La maggior parte degli Indios non ha saputo conservare il proprio patrimonio culturale e si è lasciata assimilare come i Nahua o Niquiranos, gli Indios più evoluti e potenti, quando gli Spagnoli occuparono il Nicaragua; solo gli indomiti Mosquitos della fascia costiera di NE e altre tribù di esigua consistenza numerica sono riusciti a mantenere una propria identità, come i Sumo, nella parte più sett. del Paese, i Rama lungo il corso dei fiumi Rama e Siquia, e i Chioca sulla costa pacifica. L'elemento bianco forma ca. il 14% dell'intera popolazione.

Agli inizi del sec. XIX gli Inglesi, che avevano fondato sulla costa caribica un fasullo Stato indipendente dei Mosquitos, introdussero in Nicaragua come schiavi, negri africani per i lavori di piantagione: in parte puri, in parte meticciati con gli Amerindi (Zambos), sono per lo più diffusi nella fascia costiera orient. e costituiscono meno del 10% della popolazione.
L'incremento demografico è stato nell'arco del sec. XX molto elevato: attualmente supera i quattro milioni. Oltre l'80% degli abitanti vive, infatti, nella zona compresa tra la grande depressione e l'Oceano Pacifico, che corrisponde a meno del 20% dell'intero territorio; si passa pertanto da densità di qualche ab./km2 dei dip. orient. a densità di 270 ab./km2 per il dip. di Managua e di 292 ab./km2 per quello di Masaya.
Il 40,8% della popolazione è rurale. Unico grande centro economico, politico e amministrativo è la capit., Managua, già importante città india ma decaduta in epoca coloniale, in pratica risorta dopo il 1855 quando fu scelta come nuova capitale; da allora Managua è andata progressivamente sviluppandosi sia sotto il profilo economico sia industriale, nonostante la deleteria vicinanza del vulcano Masaya, che la affligge con frequenti terremoti: nel corso del secolo essa è stata colpita da un forte sisma una prima volta nel 1931 e una seconda nel 1972 con migliaia di vittime.

Tra le altre principali città del Paese si annoverano, tutte nella fascia occid., León , che fu capit. del Nicaragua fino al 1855 e che è tuttora il principale centro culturale, Granada, nota all'epoca spagnola come "perla dell'America Centrale" e per le sue ricchezze più volte razziata dai pirati, Masaya e Chinandega. I maggiori centri sulle alteterre orient. sono Jinotega e Matagalpa; modesti sbocchi commerciali si hanno sulle coste, tra cui Bluefields e Puerto Cabezas su quella caribica, Corinto su quella pacifica

La lingua ufficiale è lo spagnolo e la religione predominante è il cattolicesimo, praticato da circa il 90% della popolazione. è altresì presente una discreta minoranza di culto protestante.Durante il governo sandinista l'istruzione era gratuita e obbligatoria, ma dopo la caduta del governo l'impegno istituzionale nel settore si è fortemente ridotto. Tra gli istituti universitari principali si citano: l'Università statale autonoma del Nicaragua (1812) a León, l'Università centro americana (UCA 1961) e il Politecnico del Nicaragua (1967), entrambi con sede a Managua. Come in molti altri paesi dell'America Latina, anche la cultura nicaraguense manifesta la contaminazione tra modelli culturali spagnoli e tradizioni autoctone, anche se solo gli indios mosquitos hanno mantenuto una marcata autonomia culturale.